
In aumento
Barriera settentrionale
Media regionale dell’Istituto Australiano di Scienze Marine
- Copertura nel 202635.1%
- CambiaSalita dal 30,0%
- Rispetto alla mediaOltre il 27,0%
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Breve risposta
Il Great Barrier Reef non è morto: l’AIMS ha rilevato solo tre delle 121 scogliere monitorate con una copertura di corallo duro inferiore al 10% nel 2025-26.
I dati
Due tap, aspettative oneste
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La barriera è stata colpita da ripetuti sbiancamenti, ma non è morta. Qui trovi i dati ufficiali sullo stato dei coralli per regione, una spiegazione sullo sbiancamento e cosa aspettarti in una gita in barca.
Redazione, greatbarrierreeftour.quest · Aggiornato il 7 novembre 2026 · 6 minuti di lettura
In breve
No. L’ultimo Rapporto annuale sullo stato dei reef dell’Australian Institute of Marine Science analizza le 121 barriere monitorate nel 2025-26, e solo tre avevano una copertura di corallo duro inferiore al 10%.1 Nel 2026, il 16% delle barriere monitorate ha registrato un calo della copertura corallina, il 56% nessuna variazione netta e il 28% un aumento.6 Un reef morto non produrrebbe questi numeri.
La barriera, però, è stata gravemente danneggiata, e entrambe le affermazioni sono vere allo stesso tempo. AIMS definisce l’evento di sbiancamento del 2024 come quello con la più ampia estensione mai registrata sulla Grande Barriera Corallina, e nel 2025 la copertura di corallo duro è diminuita in tutte e tre le regioni.5,8 Una lettura equilibrata è quella di un reef nel mezzo di un decennio difficile, ma ancora vivo, variegato e degno di essere conosciuto.
Anche il Reef Authority la pensa allo stesso modo. Secondo l’ente, i resoconti che si concentrano solo su quanto della barriera sia morto sono spesso troppo semplicistici e possono essere fuorvianti.9 La barriera è composta da migliaia di reef diversi, ognuno con le sue caratteristiche, quindi un singolo dato non racconta quasi nulla di ciò che sta accadendo. Il resto di questa pagina ti offre i numeri regione per regione.
AIMS divide la barriera in tre regioni: settentrionale, centrale e meridionale. Nella regione settentrionale, la copertura media di corallo duro è passata dal 30,0% nel 2025 al 35,1% nel 2026, e rimane sopra la media storica del 27,0%.2,19 In quella centrale è salita dal 28,6% al 31,6%, un aumento che AIMS definisce entro il margine di errore e che supera la media storica del 20,0%.3,20
La regione meridionale fa eccezione. Qui la copertura media è scesa al 26,4% nel 2026 dal 26,9% del 2025, e resta sotto la media storica del 29,3%.4,21 AIMS descrive il cambiamento nel sud come entro il margine di errore, quindi è meglio leggerlo come una stabilità e un valore ancora inferiore alla media storica, non come un nuovo collasso.
AIMS afferma anche che è relativamente raro che le barriere coralline della Grande Barriera Corallina abbiano una copertura di corallo duro dal 75% al 100%, e definisce dal 30% al 50% come un valore elevato.22 Misurato su questa scala, la regione settentrionale al 35,1% e quella centrale al 31,6% rientrano nella fascia alta, un dato che aiuta a correggere l’idea che solo una barriera quasi perfetta sia sana.2,3
Copertura di corallo duro
Lo sbiancamento è il segno visibile di un corallo in difficoltà. La Reef Authority spiega che, quando i coralli sono sotto stress, espellono le zooxantelle che vivono nei loro tessuti, diventando trasparenti e mostrando così il loro scheletro bianco.23 La gente si chiede perché la Grande Barriera Corallina sbianchi, e la risposta parte proprio dallo stress: lo sbiancamento è una reazione di difesa, e la causa più nota è l’acqua troppo calda.
Il calore è il motore degli eventi recenti. Secondo la Reef Authority, la temperatura media della superficie marina sulla barriera è aumentata di oltre 0,8 gradi Celsius dal 1880.24 Nell’estate 2025-26 le temperature sono rimaste tra 0,7 e 1,2 gradi sopra la media, anche se la copertura nuvolosa del monsone e l’acqua più fresca hanno probabilmente limitato la gravità dello sbiancamento.26,27 Anche un piccolo aumento conta, perché in piena estate i coralli sono già vicini al loro limite massimo.
Sbiancato non vuol dire morto. La Reef Authority afferma che i coralli possono recuperare se le condizioni tornano normali.25 Aggiunge anche che i coralli ramificati e a placca, che crescono più in fretta, spesso sbiancano per primi, mentre quelli a blocchi, più lenti, impiegano più tempo e sopravvivono più spesso.28 AIMS segnala che i coralli Acropora a crescita rapida sono stati tra i più colpiti nel 2024, e sono proprio quelli che hanno guidato il recupero tra il 2017 e il 2024.29
Tre regioni

In aumento
Media regionale dell’Istituto Australiano di Scienze Marine

In aumento
Media regionale dell’Istituto Australiano di Scienze Marine

Piano equilibrato
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Aiuta sapere cosa c’era prima. La timeline della Reef Authority elenca il primo evento globale di sbiancamento di massa nel 1998, quando la barriera fu colpita ma le temperature scesero in tempo per permettere a molti coralli di riprendersi.10 Seguì un altro sbiancamento di massa nel 2002 con impatti simili a quelli del 1998.11 La Grande Barriera Corallina prima dello sbiancamento non era un luogo incontaminato e immutabile: era una barriera con una storia di disturbi.
Gli eventi recenti sono più ravvicinati. La barriera ha subito due anni consecutivi di sbiancamento di massa nel 2016 e 2017, poi un evento diffuso ma variabile nel 2020 che ha raggiunto anche le aree meridionali, quindi nel 2022 il primo sbiancamento di massa in condizioni di La Niña.12,13,14 Il quinto evento di sbiancamento è arrivato nel 2024 e ha colpito tutte le regioni, seguito da un evento meno esteso nel 2025.15,16
AIMS monitora la barriera da oltre 37 anni, e il suo Programma di Monitoraggio a Lungo Termine è il resoconto più completo sulla sua condizione.30 Questo record permette di dire, con dati alla mano, che la copertura è crollata nel 2025 per poi stabilizzarsi o crescere nella maggior parte delle regioni nel 2026. La barriera viene misurata con attenzione, e le misurazioni dicono che è sotto pressione, non scomparsa.8,18
Il resoconto
1998
Le temperature del mare sono scese in tempo per permettere a gran parte dei coralli della barriera di riprendersi.10
2002
Lo sbiancamento di massa ha avuto impatti simili a quelli dell’evento del 1998.11
2016 e 2017
La barriera ha subito due anni consecutivi di sbiancamento di massa.12
2020
Lo sbiancamento diffuso ma variabile ha interessato anche le aree meridionali.13
2022
Il primo evento di massa causato dallo stress termico durante condizioni di La Niña.14
2024
Il quinto evento di sbiancamento di massa ha colpito tutte le regioni.15,5
2025 e 2026
Un evento meno esteso si è verificato nel 2025, e nell’estate 2025-26 l’Autorità della Barriera ha segnalato uno sbiancamento regionale nella regione settentrionale, ma la copertura è rimasta stabile o è aumentata in gran parte della barriera.16,17,18
In una gita di un giorno l’esperienza dipende più dal sito e dalla giornata che dalla promessa in evidenza. L’AIMS afferma che la copertura di coralli duri è rimasta stabile o è aumentata in gran parte della barriera nel 2026, nonostante un altro estate con temperature marine sopra la media.18 Su 121 reefs esaminati solo tre avevano una copertura inferiore al 10%, e i risultati variano da un reef all’altro: una barca può trovarsi davanti a uno scenario molto diverso da un’altra.1
La nostra proposta è una gita in catamarano premium di 9 ore verso 2 punti esterni della barriera, e l’equipaggio sceglie i siti di giorno tra le barriere Flynn e Milln e quelle più a nord, Norman e Hastings. Il resoconto dice anche che a volte, per il meteo, si può visitare solo una destinazione: chiedi all’equipaggio cosa ha visto quel giorno sul sito. Una gita è uno spaccato di una barriera in un giorno.
La Reef Authority riassume così la situazione: la barriera rimane un ecosistema marino vivo e resiliente, e i cambiamenti climatici restano la minaccia più grande.31 È un quadro più utile di ‘morta’ o ‘perfetta’. Vedrai coralli vivi, alcuni danneggiati, su una barriera che viene tenuta sotto controllo e che può riprendersi quando lo stress si riduce.
Video

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Nonostante un altro estate con temperature marine sopra la media, la copertura di corallo duro è rimasta stabile o è aumentata in gran parte della Grande Barriera Corallina
Prima di prenotare
Per un viaggiatore che si chiede se valga la pena vedere la barriera, la risposta basata sui dati è sì, con aspettative realistiche. La copertura corallina nelle regioni settentrionale e centrale nel 2026 rientra nella fascia che AIMS definisce ‘alta’, e la barriera ospita oltre 1.500 specie di pesci e sei delle sette specie di tartarughe marine.2,3,22,32,33 Se ti aspetti una cartolina perfetta in ogni immersione resterai deluso, ma se cerchi una barriera viva non rimarrai a bocca asciutta.
Visitare significa anche sostenere chi la protegge. La quota che paghi per una gita di un giorno è di 8,50 dollari australiani, che saliranno a 9,00 dal 1° aprile 2027, e la Reef Authority assicura che tutto viene destinato direttamente alla gestione del Parco Marino.34,35,36 Il turismo è il principale contributore al valore economico della barriera, con 7,9 miliardi di dollari l’anno, ed è l’industria che ha più interesse a mantenerla in salute.37
Per organizzarti al meglio, prenota con cancellazione gratuita e controlla gli aggiornamenti sulla salute della barriera prima di partire. La proposta su questo sito parte da $193 e permette la cancellazione gratuita fino a 24 ore prima per il rimborso completo. La Reef Authority pubblica regolarmente rapporti sulla salute della barriera da maggio a novembre ogni anno, quindi il quadro attuale è sempre sul suo sito, non in questa guida.38
Domande frequenti
AIMS ha rilevato solo tre barriere su 121 esaminate con una copertura di corallo duro inferiore al 10% nel 2025-26.1
La Reef Authority afferma che i coralli possono riprendersi, anche se quelli sbiancati sono più esposti a malattie e stress.25
AIMS monitora la barriera da oltre 37 anni attraverso il suo Programma di Monitoraggio a Lungo Termine.30
I coralli ramificati e a placca, che crescono più in fretta, spesso sbiancano per primi, mentre quelli a blocchi, più lenti, sopravvivono più spesso.28
Fonti
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